la pesca che passione…

Le descrizioni dei pesci nelle seguenti foto non sono il risultato di analisi scientifiche e tanto meno il giudizio di un biologo, bensì il frutto di osservazioni amatoriali. Esse si basano su anni di esperienza pratica, sulla lettura di testi che analizzano questi pesci e sulla partecipazione ad un corso di pesca denominato “prelievo selettivo dell’ittiofauna del parco delle Dolomiti Bellunesi”, tenuto dal Dott. Lucarda.

Essendo il riconoscimento delle specie (ed in particolare degli ibridi fario-marmorata rispetto alle fario pure) una questione in contina discussione e che spesso mette in difficoltà anche i più esperti, la regola più saggia da seguire è che in presenza di dubbi il pesce va sempre rilasciato.

Poichè le normative equiparano per tutela, prelievo e misura minima le marmorate pure agli ibridi fario-marmorata, diviene fondamentale distinguere le fario pure, che hanno misura minima e capi prelevabili diversi, dagli ibridi.

Trota Fario

Le fario possono presentare livree di svariate tipologie, ma il principio più identificativo è la presenza di puntini rossi o neri più o meno fitti che non si congiungono mai. Inoltre ha la testa più piccola della marmorata, il corpo più tozzo e i denti del vomere disposti su due file.

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Fario del Caorame dalla classica livrea atlantica, cioè di un pesce proveniente da allevamenti e immesso nel torrente allo stato larvale o di avannotto. La distanza tra i punti e la pulizia tra essi non può farla confondere.

Fario dalla livrea inconfondibile, anche se il pesce più scuro ha una testa pronunciata come le marmorate.

Fario del Sonna. Un pesce selvatico, probabilmente nato nel torrente, che presenta una fitta e piccola puntinatura rossa e nera senza congiunzioni.

Fario pronta pesca. Inconfondibile per le pinne rotte, piccole e atrofizzate e per la presenza di punti color rosso (spesso arancioni) con bordatura bianca.

Fario del Piave. Quando le fario nascono e/o crescono nelle vaste spianate del fiume assumono una livrea argentea senza punti rossi e i punti neri diventano screziature (stelline). Ai pescatori piace definirle trote lacustri, infatti presentano la stessa  livrea delle fario che vivono nei grandi laghi. Questi pesci a volte sono difficili da distinguere dagli ibridi che ne condividono l’habitat. In questo caso osserviamo la testa piccola e i punti distanziati che la identificano come fario.

3 Fario dalla livrea diversa. Sono pesci dalla livrea coloratissima perchè vivono nascosti tra la vegetazione delle acque basse (torrente Fium). La distanza dei punti, il corpo tozzo e la testa piccola le distinguono dagli ibridi


Due fario di 3 chili. In pesci così grossi si evidenziano le caratteristiche fisiche della specie: corpo tozzo e bocca e testa piccole.

Fario del Tegorzo dalla livrea colorata dovuta al piccolo ambiente.

Trota Marmorata

Le marmorate pure presentano un disegno marmoreggiato o zebrato con sfumature più o meno marcate in base alle condizioni dell’acqua e all’ambiente in cui vivono. Il corpo è sempre slanciato, la bocca e il labbro molto pronunciati e la distanza tra la punta del muso e la branchia (la testa), sempre di grandi dimensioni rispetto la lunghezza totale del corpo. La pinna dorsale è molto arretrata e i denti del vomere sono posti in un’unica fila.

Marmorata pura. La livrea è poco evidente a causa di un periodo di acqua velata, tuttavia si intravedono le zebrature sui fianchi e soprattutto le macchie congiunte sull’opercolo. A rafforzare il giudizio si noti il corpo slanciato con pinna dorsale arretrata e la grossa testa misurabile dalla punta del muso all’estremità della branchia.

Una bella marmorata che si evidenzia per la grossa testa.

Marmorata pura con una livrea un po’ sfumata. Tuttavia presenta un corpo perfetto e non ha nessun punto nero o rosso.sso

Bella marmorata dalla livrea scura. Si noti la distanza tra il muso e l’arco dell’opercolo.

Marmorata con bellissima livrea marmoreggiata. Il disegno non è mai interrotto, neanche sull’opercolo.

Marmorata dalla stupenda livrea.

, Marmorata dalla stupenda livrea. 

Il dato più interessante è la zebratura estesa anche su tutto l’opercolo fino all’occhio. 

Coda a “spatola” (mentre le fario evidenziano 2 lembi)


Pinne grandi. 

I denti vomerini perfettamente disposti in una unica fila.

Trota Ibrido Fario-Marmorata

Ovviamente gli ibridi fario-marmorata presentano caratteristiche morfologiche e di livrea intermedie tra le due specie.

Trota selvatica dello Stien. Dalla forma del corpo e per la presenza di punti rossi e neri può sembrare una fario, ma si intravede un disegno di continuità con lieve zebratura, quindi è da identificare come ibrido fario-marmorata.

Piccola trota dello Stien dalla livrea particolarissima. Spesso le livree di ibridi presentano disegni unici. In questo caso le macchie grandi e congiunte identificano l’ibridazione.

Un bel pesce selvatico del Piave da classificare come ibrido. Il disegno parte da una zona dorsale dove si evidenzia una cosidetta “panterina” cioè delle macchie fitte e deformi che scendendo nei fianchi tendono ad unirsi e sfumare, ma non presenta la zebratura delle marmorate pure. Non c’è presenza di punti rotondi e distanziati come nelle fario a parte nell’opercolo, dove peraltro gli stessi sono molto numerosi e perfettamente rotondi (tipici delle fario). Il corpo slanciato con pinna dorsale arretrata e la testa grande con labbro pronunciato sono invece caratteristiche della marmorata.

Selvatica dello Stien. Un pesce così piccolo può essere classificato ibrido per le macchioline irregolari ma poi da adulto può evidenziare delle zebrature e altre caratteristiche tali da riconoscerne l’identità di marmorata pura.

Altra selvatica dello Stien. Un pesce con qualche debole marmoreggiatura ma con evidenti punti rossi e neri, testa piuttosto grande tipica delle marmorate: ibrido

Ibrido del Caorame con particolare fitta punteggiatura (anche rossastra) che pur non essendo congiunta segue linee armoniose e regolari tipiche delle livree marmoreggiate. La grande bocca, la testa lunga ed il corpo fusiforme sono caratteristiche della marmorata.

Un bel pesce selvatico del Piave con corpo da fario (testa piccola e corpo tozzo) e livrea leggermente da ibrido.

Un bel pesce selvatico del Piave con corpo da fario (testa piccola e corpo tozzo) e livrea leggermente da ibrido. 

Solo alcune macchie irregolari che tendono ad unirsi fanno ritenere questa trota un ibrido.

Un bel pesce selvatico del Piave con corpo da fario (testa piccola e corpo tozzo) e livrea leggermente da ibrido. Solo alcune macchie irregolari che tendono ad unirsi fanno ritenere questa trota un ibrido, invece osservando solo la testa viene da classificarla fario. La pinna dorsale punteggiata è da fario. 

 I denti del vomere sembrano orientarsi su due file, ma potrebbero essere radicati in una fila a “zig-zag”. La sorpresa viene dall’osservazione delle gonadi (uova) completamente immature pur essendo catturata a settembre.

Ibrido con i fianchi che presentano un disegno discontinuo anche se appariscente. La testa è di trota fario e pure i denti del vomere.

La testa è di trota fario e pure i denti del vomere.

Tre teste molto particolari: l’esemplare in centro e quello sotto evidenziano una lieve armonia di punti e macchie come negli ibridi, ma se ne osserviamo solo la testa viene da giudicarle fario. La trota in alto ha la testa più pronunciata (marmorata) ma le macchie da fario (poco marmorate tanto fario).

Trota Iridea

Iridea e l’alimentazione.

Iridee pronta pesca con evidenti segni di “beccate” di uccelli ittiofagi.

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